RETE 21 MARZO Ieri e oggi mano nella ma-no contro il razzismo
Scritto da Daniela Brina   

La data è stata scelta in ricordo del massacro di Sharpeville del 1960, la giornata più sanguinosa dell’apartheid in Sudafrica: 300 poliziotti bianchi uccisero 69 manifestanti mentre protestavano contro la legge che imponeva ai sudafricani neri di esibire uno speciale permesso se venivano fermati nelle aree riservate ai bianchi.

La Rete 21 marzo, organizzatrice dell’evento, nasce dalla volontà di associazioni, sindacati, comunità e singole persone di lottare non solo contro il razzismo, ma contro tutte le forme di violenza, discriminazione, xenofobia, islamofobia, afrofobia, antisemitismo e per la convivenza civile, i diritti alla cittadinanza, i diritti umani, la pace. Nata dal precedente Comitato Mano nella Mano contro il razzismo, la Rete 21 marzo ha al suo attivo una campagna per il diritto alla cittadinanza dei minori di origine straniera, portata avanti insieme al movimento “Italiani senza cittadinanza”, volta a fare pressione; il primo sì della Camera dei deputati nel 2015, era fermo in Senato alla fine della scorsa legislatura. Purtroppo la legge non è stata approvata, e da ora la strada sarà molto difficile. Vogliamo comunque far capire che si tratta di una legge giusta, che garantirebbe ai molti bambini nati e cresciuti in Italia, quindi di fatto italiani, di essere riconosciuti come tali, e di non dover vivere sempre come cittadini di serie B con problemi di vario tipo ad esempio nello studio, nello sport e negli spostamenti. Non si tratta di persone che devono essere “integrate”; sono i compagni di scuola e gli amici dei nostri figli e nipoti, che vivono lo stigma della discriminazione solo perché i loro genitori non hanno “sangue italiano” o non hanno ancora ottenuto la cittadinanza. Si tratta semplicemente di adeguare la legge ad una società che cambia. La campagna ha avuto inizio il 20 ottobre 2017 con un evento in piazza insieme alle scuole ed è poi continuata con un sit-in permanente, 24 ore su 24, in piazza Castello, dove i membri delle associazioni e persone della società civile si sono avvicendate per informare i passanti sul tema, andando oltre l’aberrante manipolazione portata avanti da alcuni media e realtà politiche, e la colpevole scarsa e/o scorretta informazione fatta da altri. Il presidio si è chiuso il 3 novembre con una festa in piazza, in giorni in cui la speranza della sua approvazione non era ancora svanita del tutto. Il 20 novembre una delegazione è stata ricevuta al Senato dall’allora presidente Grasso, per raccontare l’esperienza del presidio e per spingere ancora per l’approvazione della proposta di legge. Infine, quando rimanevano pochi giorni al chiudersi delle possibilità, grazie alla disponibilità del cantautore Eugenio Rodondi e del Caffè Neruda, la Rete 21 marzo ha organizzato una cena con concerto per ribadire la nostra posizione sul tema e incontrare gli amici che hanno appoggiato la campagna nel suo percorso.

Non è il momento di arrendersi. Di fronte ad un modello di società che respinge e isola, proponiamo una comunità che accoglie e sostiene. La Rete 21 marzo sta crescendo e farà altre iniziative. Seguiteci sulla pagina Facebook “Comitato Torino mano nella mano contro il razzismo” e scrivete a Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. per aderire alla rete, avere informazioni sulle iniziative o anche semplicemente per venire a conoscerci.

La manifestazione del 21 marzo si è aperta con il flash mob organizzato dalla compagnia di danze Rom “Ternype Dance” che ha ballato e coinvolto il pubblico sulle note del brano “I’m only human”. “Sono solo un essere umano, non dare la colpa a me” dice la canzone... Non diamo la colpa agli altri per quello che ci succede, non diamo la colpa agli immigrati se non troviamo lavoro, non diamo la colpa ai poveri e svantaggiati perché è più facile e ci fa scaricare le tensioni. Proprio perché siamo umani abbiamo la possibilità di scegliere. Agiamo per trasformare la società nella direzione che vogliamo: verso la solidarietà, la giustizia, la libertà. Per tutti e tutte.