LETTERA D’EMIGRANTE Stampa
Articoli - Rubrica di-Versi

Cara Mamma

qui non mi vogliono male

solo

preferirebbero che io non ci fossi.

Per il mio vicino,

non conta

se ho imparato cose buone che lui non sa;

perché ho scelto di

star qui e non altrove;

perché sono arrivato solo;

chi sono.

La sua formale cortesia

è gelata come queste nevose mattinate.

Eppure gli sorrido

andando al mio piccolo lavoro

e quando rincaso stanco.

Preferirebbe al posto mio

un uomo anche scostante, ma non straniero,

che d’aspetto gli assomigli,

che non noti le freddezze

perché c’è nato.

I suoi bambini mi fanno ciao di nascosto,

con la mano

senza una parola.

Ma Tempo è dalla mia:

so aspettare e mi conosceranno.

Un qualche sabato che arrivi l’aprile

mi offrirò per il giardino, e

poi ancora.

Mi arrangio a potare l’albero da frutta.

Chissà

forse... al tempo dell’uva, che è sotto serra,

me ne offriranno.

E tu sarai felice per me.